di Gianpiero Rossi

Ti sei rovinata la festa evitando con troppa severità i cibi piacevoli che si condividono in queste occasioni, non tanto per dimagrire ma perché non rientrano nella tua rigida condotta alimentare?

Ti sei isolata dai pasti con i tuoi cari per la tua ferrea dieta o scelta di cibi che non ritieni salutari? Mi rivolgo al femminile perché anche questa tendenza al disturbo alimentare dell’Ortoressia riguarda in maggior parte le femmine, indipendentemente da tentativo di dimagrire.

L’ossessione per una sana alimentazione può essere pericolosa, come ogni altra ossessione. Questa però riguarda un comportamento che viviamo almeno per cinque pasti al giorno.

La sofferenza da Ortoressia nervosa è la malsana ossessione per una sana alimentazione. A differenza dall’anoressia, il disturbo non riguarda la quantità, ma la qualità del cibo. Non si tratta di sentirsi grassi, ma di sentirsi puri. Può nascere dalla paura, a volte maniacale di ingrassare ma anche solo di non essere in perfetta salute. Peccato che conduce spesso a un risultato opposto per le conseguenze negative sul sistema nervoso.

T’importa di più la virtù di ciò che si mangia del piacere che si riceve dal mangiarlo? Se rinunci al piacere, a cominciare dall’alimentazione, crei nevrosi e tale sofferenza ti farà soffrire o rinunciare ai ferrei propositi con conseguenze emotive. Per poi riprendere il circolo vizioso con maggior determinazione al fine di ristabilire uno strano ordine e autostima ma contro te stessa perché fatto con regole ancor più rigide e perciò destinate nuovamente a fallire.

dieta privante insalatina

Come valutarsi se e quanto si soffre di Ortoressia? Rispondi alle seguenti domande del test di Steve Bratman, che ha coniugato per primo tale disturbo:

 

Test di Bratman

Secondo il seguente test una risposta affermativa a più di quattro domande classifica il soggetto all’inizio della patologia ortoressica, sino a un livello maniacale nel caso di tutte le risposte positive:

  1. Spendi più di tre ore al giorno riflettendo sulla tua alimentazione?
  2. Pianifichi i tuoi pasti diversi giorni prima?
  3. La possibilità che i cibi che assumi ti facciano ingrassare è sempre più importante del piacere di mangiarli?
  4. Lo stato di ansia nella tua vita è aumentato da quando hai riflettuto sulla tua alimentazione?
  5. Sei diventata più severa con te stessa nei confronti del tuo comportamento quotidiano e alimentare?
  6. La tua autostima aumenta quando ti alimenti in modo corretto?
  7. Hai eliminato radicalmente diversi cibi che ti piacevano in favore di cibi più salutari?
  8. Ti riesce più difficile mangiare fuori casa, in ristoranti diversi?
  9. Ti senti in colpa quando non mangi in modo corretto?
  10. Ti senti in pace con te stessa e in pieno controllo quando mangi in modo corretto?

Altri segnali di un falsato rapporto col cibo sono riconoscibili se continui a tenere un ferreo calcolo della ripartizione calorica di tutti pasti, anche dopo il breve periodo di una dieta.

Provi persino disgusto per cibi che in realtà appagherebbero il tuo palato, solo perché convinto che quegli stessi cibi possano essere dannosi per la tua salute o portare all’aumento di peso?

C’è chi si spinge a cercare faticosamente fra negozi speciali e fra rari scaffali solo i prodotti organici, senza aggiunta di zuccheri, a basso contenuto di grassi saturi, ad alto contenuto di acidi grassi essenziali, di produzione locale, confezionato in cellulosa biodegradabile e magari con un grande e grosso commercio equo come ciliegina sulla torta? Pardon, la ciliegina non è contemplata perchè “Chissà con che pesticidi è stata coltivata…”

La maggior parte deve ricorrere a un ferro di autodisciplina sostenuta da una buona dose di superiorità rispetto a quelli che mangiano cibo normale ma che costoro considerano spazzatura

L’Ortoressia diventa pericolosa quando è portata agli estremi fino a portare gravemente sottopeso. Anche se si è lontani da queste conseguenze è bene riflettere su quale privazione ossessiva e insostenibile ci sottoponiamo o pretendiamo di sottoporre i nostri famigliari. In quest’ultima pretesa i rapporti interpersonali e di coppia vengono spesso incrinati qualora il soggetto sia convinto che i rapporti medesimi non siano più adatti o convenienti, anche qualora non vi sia un giustificato motivo. A maggior ragione chi vive la persona ortoressica non vede motivo di drastiche rinunce o scelte castranti.

Come in tutti i regimi alimentari difficili da portare avanti nel lungo termine non si ottengono i risultati proprio perché viene meno il sano principio del piacere consapevole che si sposa con tutti i cibi, a cominciare dai nostri meravigliosi cibi mediterranei invidiati da tutto il mondo, salutisti compresi.

Per terminare, le strategie compiute dall’ortoressico si ripercuotono in un’incapacità di vivere il proprio presente, poiché il futuro diviene un’ansia continua di prevenzione per ogni aspetto personale e alimentare.

Sono le stesse conseguenze che colpiscono chi ha altre nevrosi d’ansia come la paura di attacchi di panico. L’ortoressia è quindi una patologia che si manifesta con evidenza nelle abitudini alimentari, ma che riguarda in realtà l’insieme della sfera personale.

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei…

 

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Come mangiare meno senza sforzo!